Il Consorzio di Garanzia del Suino Italiano ha incontrato gli allevatori Assocom

Il Consorzio di Garanzia del Suino Italiano, dopo la sua costituzione ufficiale a Mantova solo un mese fa, inizia a muovere i suoi primi passi anche a Cremona. Giuseppe Ferrari, presidente del Consorzio, e il consigliere Elio Martinelli, hanno incontrato gli allevatori nel corso di un incontro organizzato presso CremonaFiere insieme ad Assocom.

Il Consorzio, che oggi si sta concentrando soprattutto sulla definizione di un disciplinare, mira ad aggregare in un unico organismo nazionale tutti i suinicoltori, a rappresentarli davanti a tutti gli anelli della filiera, a certificare il suino vivo allevato in Italia con un marchio spendibile anche all’estero, e a raggiungere il consumatore garantendogli la tracciabilità dell’intero processo produttivo. La produzione suinicola aderente al Consorzio di Garanzia del Suino Italiano verrà promossa sul mercato, oltre che con sistemi che ne certifichino la qualità, anche attraverso un’azione di marketing che metterà al centro l’italianità.

«Vogliamo raccogliere in un soggetto unico tutti gli allevatori che oggi hanno poca rappresentanza – ha spiegato Ferrari –. L’idea è di aggregarci, mettere in evidenza la bontà del nostro lavoro e creare un marchio, anche in un’ottica di valorizzazione del resto del maiale, che vada oltre alla coscia. Forte sarà l’impegno per potenziare un prodotto italiano di alta qualità a fronte delle 62 milioni di cosce importate dall’estero all’anno con una produzione italiana di 22 milioni, di cui 70% DOP. La potenzialità è quella di aumentare la produzione, ma per farlo servono misure adeguate».

Il progetto ha preso formalmente il via con la firma dell’atto costitutivo il 9 febbraio a Mantova. Oggi raccoglie una quarantina di partite IVA, con 127 allevamenti iscritti, per 20mila scrofe e una potenzialità da 600mila suini grassi. I primi segnali sembrano incoraggianti: «La filiera sta capendo quello che stiamo facendo: vogliamo innanzi tutto informare il consumatore – continua Ferrari –. Con il disciplinare stabilito, potremo iniziare con una più capillare opera di promozione del Consorzio, anche con l’aiuto delle associazioni agricole».

Parole che riprende anche il consigliere Elio Martinelli: «Abbiamo deciso di proporre all’intera filiera del suino italiano uno strumento nuovo per valorizzare il frutto del nostro lavoro – racconta –. La parte degli allevatori è stata fino a oggi molto disaggregata, ma per competere in un contesto globale servono unità e capacità di far conoscere al consumatore la qualità di ciò che sceglierà di mangiare».

CremonaFiere viene confermata dagli stessi operatori del settore che vivono il polo fieristico tutto l’anno, e non solo durante i giorni delle Fiere Zootecniche Internazionali, come luogo in cui l’agrozootecnia italiana dibatte, discute e decide. Un punto di ritrovo e di riferimento votato alla qualità e all’internazionalizzazione, come testimonia l’attenzione, in questo caso, per il made in Italy e l’interesse per le grandi potenzialità del prodotto italiano tanto nel mercato interno quanto sui mercati esteri.