Belvedere (Ascomac): “Sicurezza, sostenibilità ed energie rinnovabili indispensabili per la crescita del Paese”

«L’agenda per la sicurezza e anche per la sostenibilità è sempre più necessaria per un Paese che vuole crescere e dare lavoro equo e sostenibile. Ma per poter programmare un’agenda occorre dapprima individuare uno scenario, una vision che integri e coordini ideali, valori e aspirazioni per il raggiungimento di obiettivi»: così Carlo Belvedere, segretario generale Ascomac, intervistato nel corso di una chiacchierata a tutto tondo su temi come la sicurezza e l’innovazione dei macchinari, l’occasione – anche – per tracciare un quadro della situazione delle rinnovabili in Italia e affrontare temi aperti sulla gestione degli impianti di biogas.

Di recente La Stampa ha parlato di importanti ritardi rispetto all’applicazione della direttiva europea sul ‘patentino dei trattori’: cosa ne pensa?

Proroghe e deroghe sono ormai un combinato disposto sempre più “stabile” nel nostro ordinamento giuridico al quale il Legislatore ricorre sempre più spesso. Non solo finiscono per inattuare e disattivare normative finalizzate a promuovere e realizzare la sicurezza degli operatori nel lavoro, ma contribuiscono anche a realizzare nuova burocrazia, instabilità normativa, diversità di trattamenti, insicurezza, incompetenza che vengono regolarmente “pagati”, nel caso di specie, da chi utilizza macchine e attrezzature di lavoro senza una adeguata e corretta informazione, formazione e addestramento in campo.

Anche in questo caso, dal decreto legislativo n. 81 del 2008 all’accordo tra Stato, Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano del 2012, alla Legge n. 19/2017 (cd Milleproroghe) che ha nuovamente prorogato la scadenza per la effettuazione del corso per la conduzione dei trattori agricoli al 31 dicembre 2017. Dieci anni circa e ancora il nulla, tenuto conto che il settore è caratterizzato da un elevato numero di incidenti mortali.

Tutto ciò non sembra proprio un caso. Anzi. Basti pensare alle continue proroghe in materia di revisione di macchine agricole e operatrici previste dal Codice della strada del 1992 e a oggi ancora inattuata. Di diritto e di fatto, dalla mancata formazione qualificata degli operatori, alla mancata revisione delle macchine operatrici la proroga/deroga finisce per contribuire all’alto numero degli infortuni mortali.

Sono efficaci iniziative come il bando ISI Agricoltura destinato agli investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori caratterizzati da soluzioni innovative per l’abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore e il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende?

È strategico per il nostro Paese avere una visione e azioni concrete che realizzino, attraverso il risparmio delle risorse con tecnologie a basso impatto, lo sviluppo sostenibile del sistema Italia con lavoro e lavori a basso impatto idrico e energetico, a ridotta produzione di rifiuti ad alta riciclabilità.

Il finanziamento – aiuti all’investimento – sostenuto dall’Inail e dal Ministero del Lavoro, destinato a investimenti per l’acquisto o il noleggio di macchine e trattori caratterizzati da soluzioni innovative va nella direzione citata: miglioramento del rendimento dei prodotti e dei servizi.

Un cambio di passo in tal senso è strategico e sempre più necessario: passare cioè dal finanziamento “a fondo perduto” del bene al finanziamento anche dell’impresa che produce o utilizza quel bene – macchina/attrezzatura – per generare prodotti a basso impatto, con risultati verificati e certificati. Ricordiamo che parliamo sempre di finanziamenti pubblici che necessitano sempre più di una tracciabilità non solo nelle attese ma, e soprattutto, nei risultati conseguiti, in termini di lavoro, di sicurezza, di sostenibilità ambientale.

Quindi finanziamento del bene, ma e soprattutto dell’azienda qualificata e certificata che attraverso il bene innovativo, sicuro e sostenibile, produce prodotti, forniture, servizi certi, sostenibili e sicuri.

Se dovesse tracciare una agenda della sicurezza quali sarebbero le priorità?

L’agenda per la sicurezza e anche per la sostenibilità è sempre più necessaria per un Paese che vuole crescere e dare lavoro equo e sostenibile. Ma per poter programmare un’agenda occorre dapprima individuare uno scenario, una vision che integri e coordini ideali, valori e aspirazioni per il raggiungimento di obiettivi (a breve, medio e lungo termine) e quindi delle azioni da realizzare, tenuto conto degli aspetti legali, sociali, ambientali ed economici.

E allora un’agenda che finalmente programmi e realizzi il ciclo della sicurezza sia del e nel sito di produzione – utilizzo corretto e sicuro di prodotti, macchine, attrezzature, impianti – che del prodotto a partire dalla formazione e certificazione delle competenze fino alla verifica e certificazione dei risultati conseguiti, riguardando “tutte le fasi consecutive e/o interconnesse, compresi la ricerca e lo sviluppo da realizzare, la produzione, gli scambi e le relative condizioni, il trasporto, l’utilizzazione e la manutenzione, della vita del prodotto o del lavoro o della prestazione del servizio, dall’acquisizione della materia prima o dalla generazione delle risorse fino allo smaltimento, allo smantellamento e alla fine del servizio o all’utilizzazione”. Di fatto il ciclo vita.

Dal punto di vista di Ascomac Cogena può tracciarci un quadro sintetico dei passi avanti compiuti negli ultimi anni e delle criticità aperte nel panorama della rinnovabili in Italia?

Da sempre, in ambito energetico, Ascomac Cogena ha promosso il risparmio attraverso lo strumento dell’efficienza energetica e dei sistemi tecnologici ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento alimentata da fonti rinnovabili e da combustibili alternativi verso la decarbonizzazione e l’indipendenza energetica che, di diritto e di fatto, rappresentano il nuovo paradigma di crescita sostenibile dell’Italia.

Obiettivi che possono essere colti attraverso:

  • programmati e progressivi investimenti, in termini autorizzativi, fiscali e parafiscali di aiuto all’investimento e sostegno all’esercizio, di accesso alla rete, di formazione e qualificazione di figure professionali
  • nelle fonti rinnovabili coniugate e integrate al risparmio energetico attraverso l’efficienza energetica
  • nella integrazione di tecnologie efficienti distribuite, come la cogenerazione ad alto rendimento, con fonti rinnovabili diffuse sul territorio
  • nell’integrazione di reti digitali, energetiche, di trasporto e mobilità in concomitanza alla contestuale e corrispondente sostituzione delle generazione convenzionale

L’efficienza energetica unitamente al risparmio energetico, coniugati con l’utilizzo delle fonti rinnovabili per la generazione di energia e con l’utilizzo ed il consumo efficiente di energia generata da fonti rinnovabili, rappresentano un’importante occasione di sviluppo economico, sociale e responsabile, di creazione di un nuovo mercato sostenibile, di nuove professioni e professionalità.

Il coordinamento e l’aggiornamento dei diversi provvedimenti comunitari recepiti e non, unitamente alla legislazione nazionale e regionale in materia, contiene già in sé, quelle linee strategiche:

  • orizzontali “a rete”
  • verticali “di filiera”
  • trasversali “intersettoriali”

per realizzare:

Politiche di generazione di energia

  • generazione di energia da fonti rinnovabili e da cogenerazione ad alto rendimento
  • autoproduzione ed autoconsumo in sito di energia da fonti rinnovabili e da
    cogenerazione ad alto rendimento

Politiche per il consumatore o cliente finale

  • informazione
  • regime di sostegno al consumo di energia verde ed efficiente

Politiche di settore e intersettoriali

  • abitativo, residenziale
  • agricolo
  • terziario e servizi
  • industriale
  • trasporti e mobilità

In altri termini le politiche a favore della generazione efficiente di energia rinnovabile, in sostituzione delle fonti convenzionali, devono andare di pari passo con la generazione di energia per autoconsumo in sito e ancora di più con le politiche, ora troppo spesso inattuate, a favore del consumatore finale che, con la bolletta elettrica, sostiene ed investe sul futuro energetico.

Promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili

In relazione al titolo ed alle finalità del D.Lgs. n. 28/2011, riteniamo che i provvedimenti normativi debbano valorizzare al meglio:

  • sia la promozione dell’uso efficiente delle fonti rinnovabili (generazione) e all’uso più efficiente del gas naturale
  • sia la promozione all’uso efficiente dell’energia generata da impianti alimentati da fonti rinnovabili (utilizzo e consumo) e da gas naturale attraverso la cogenerazione ad alto rendimento
  • sia il potenziamento e lo sviluppo delle reti energetiche per la generazione e utilizzo dell’energia generata da fonti rinnovabili e da gas naturale attraverso la cogenerazione ad alto rendimento

Il superamento delle criticità attraverso la fiscalità ambientale e energetica

Uno degli obiettivi strategici nel settore energetico è quello della razionalizzazione del sistema di tassazione sull’energia promuovendo una politica fiscale che sia coordinata con gli obiettivi ambientali.

La leva fiscale rappresenta uno strumento indispensabile per promuovere l’efficienza energetica negli usi finali. Diventa quindi importante:

individuare e garantire “regimi di sostegno all’investimento ed all’esercizio” fiscali e parafiscali per orizzonti temporali pluriennali al fine di dare certezza agli investitori, valorizzando in particolare i “clienti finali investitori”, legando il regime di sostegno al risultato conseguito e certificato del complesso edificio/impianto/rete e alla permanenza dell’Impresa nel nostro Paese, al di là delle cd delocalizzazioni
distinguere modalità, entità e durata delle misure di sostegno sia all’investimento che all’esercizio, al fine di evitare duplicazioni e “convenienze varie” nella scelta del regime
attribuire alla fiscalità generale il costo dell’investimento; alla bolletta energetica invece il solo costo dell’esercizio dell’investimento effettuato. Giova rilevare che oggi la bolletta energetica sostiene da sola il peso dell’investimento e dell’esercizio, incrementando in via esponenziale i costi per il cliente finale. Del resto l’obiettivo della decarbonizzazione e della indipendenza energetica si fonda proprio su investimenti in tecnologia come ad es. la cogenerazione ad alto rendimento che riducono le emissioni inquinanti con la contestuale riduzione di prodotto energetico impiegato, obiettivi questi di carattere nazionale.

Oggi nel nostro paese quali sono i problemi più diffusi nella gestione di impianti di biogas e Ascomac su quali temi si sta concentrando?

Diversi i punti di rilievo quali la differente origine della biomassa introdotta in un impianto, il digestato catalogato, e quindi gestito di conseguenza, come refluo zootecnico o come rifiuto vero e proprio. La manutenzione, in genere, di un impianto alimentato a biogas riguarda ad esempio la corrosione, la filtrazione, la deumidificazione, la desolforazione.

Ascomac da sempre promuove la diffusione e la corretta gestione di impianti ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento alimentata anche da fonti rinnovabili, valutata in base al criterio ‘là dove serve’ valorizzando a livello legislativo e tecnico la generazione di energia elettrica e termica anche attraverso il teleriscaldamento, contribuendo così sia all’alta efficienza del sito di produzione che alla decarbonizzazione del prodotto realizzato.

Quale pensa che sia il ruolo e il futuro dell’agricoltura in un momento in cui la crescita economica così come la sostenibilità ambientale vengono considerati aspetti da tenere entrambi ben presenti?

L’agricoltura sostenibile, rispettosa delle risorse naturali quali suolo, acqua, aria, energia, che valorizzi il lavoro e gli operatori – lavoratore e imprenditore – è il “modello futuro ormai presente” per lo sviluppo equo sostenibile del nostro Paese e non solo. Basti pensare all’uso della plastica che sta sempre più invadendo e condizionando i nostri alimenti e la nostra vita.

Proprio per questo, siamo convinti, occorra valorizzare sempre di più sia i prodotti naturali che i siti di produzione sostenibili anche attraverso l’uso di tecnologie a basso impatto per fornire al cliente finale prodotti sempre più sani.