Lo smart agrifood potrebbe portare dal +20% al +30% alla produttività delle aziende agricole

L’innovazione tecnologica nell’agrifood potrebbe portare dal +20% al +30% sulla produttività delle aziende agricole. È uno dei primi dati provenienti dall’Osservatorio SmartAgrifood del Politecnico di Milano, che con le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona lavora a progetti comuni.

Il 62% delle soluzioni offerte per l’innovazione digitale nel settore agrifood sfrutta tecnologie ‘Internet of Things’, che permettono di monitorare e controllare le attività in campo agroalimentare, mentre il 37% degli attori è fornitore specializzato in servizi Agritech. L’86% delle soluzioni offerte si applica alla coltivazione, ma la maggior parte è progettata per essere trasversale ai vari comparti della zootecnia. Il 15% delle soluzioni offerte è specifico per il vitivinicolo. Una attenzione e un orientamento, quello per l’innovazione digitale nel settore agrozootecnico, ampiamente diffusi nelle grandi aziende internazionali proprio per la capacità di offrire valore aggiunto alla produzione.

Sono questi alcuni dei dati che Damiano Frosi, responsabile delle Relazioni con le aziende degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e Ricercatore dell’Osservatorio Smart AgriFood, fornisce in vista dell’appuntamento fissato proprio nel corso delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona (dal 25 al 28 ottobre 2017). Qui infatti saranno presentati alcuni dati del tavolo di lavoro dedicato al lattiero-caseario.4.0

UN SETTORE ATTENTO ALL’INNOVAZIONE. «L’idea di lanciare un Osservatorio sullo smart agrifood – spiega Frosi – è nata un anno fa, dopo aver ricevuto vari segnali di interesse da parte delle aziende in ambito agrozootecnico.  Le aziende che operano in agricoltura sono fra le più attente e reattive al processo di innovazione. È però vero che forse solo adesso si prende coscienza delle potenzialità delle innovazioni tecnologiche e digitali in questa filiera».

UN’OPERAZIONE DI FILIERA. «Abbiamo scelto di chiamarlo ‘osservatorio SmartAgrifood’ – continua Frosi – e non ‘smart agriculture’ in seguito a una segnalazione molto significativa delle stesse aziende interpellate da noi. Lamentavano la mancanza di integrazione fra tutti gli attori della filiera agroalimentare. Da un lato il mondo agricolo, dall’altro quello della trasformazione». La convinzione è quella che l’introduzione di innovazioni digitali possa aumentare sia la competitività delle aziende sia la trasparenza dei processi, sia la qualità del prodotto finale. Insomma, un beneficio distribuito sull’intera filiera.

LA COLLABORAZIONE CON LE ZOOTECNICHE DI CREMONA. Alla base del progetto c’è ovviamente la ricerca su agricoltura di precisione, dematerializzazione delle procedure, tracciabilità alimentare, qualità ambientale e alimentare, l’Internet of Things e le start-up come tema trasversale. Per effettuarla e veicolarla, l’Osservatorio ha ritenuto importante fare riferimento a una community vasta di attori del settore. «Ci siamo accorti – continua Frosi – che alcuni temi, come l’agricoltura 4.0 e l’innovazione nel lattiero-caseario interessavano un sottoinsieme di aziende con specificità molto forti». Da qui la nascita di questi primi due tavoli: il primo, dedicato all’agricoltura 4.0, è figlio del piano industria 4.0, e prova a capire come l’innovazione possa migliorare la produzione agricola. Il tavolo dedicato al lattiero-caseario invece ha un baricentro molto forte su Cremona, proprio per la rappresentatività del territorio rispetto alla produzione di latte e l’importante collaborazione con le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona e con il Crit – Polo per l’Innovazione Digitale. «Le nostre funzioni – spiega a questo proposito Frosi parlando dell’Osservatorio e delle Fiere Zootecniche – sono complementari. La community delle Fiere Zootecniche di Cremona e la sua comunicazione sono molto forti a livello italiano e internazionale verso tutti gli attori del mondo agrozootecnico».

UNO SPRONE ALL’INNOVAZIONE PER UN VERO MODELLO ITALIANO. È questa una delle vie scelte dalle Fiere Zootecniche per lavorare al fianco delle aziende e renderle sempre più competitive sui mercati internazionali. La sfida ora è mettere in comunicazione domanda e offerta. Il lavoro dell’Osservatorio, con la diffusione dei primi dati estesi, certificherà il ritorno economico, qualitativo e ambientale a fronte dei possibili investimenti. Le fiere Zootecniche, con una platea specializzata e internazionale, offriranno supporto e interlocutori per una delle rivoluzioni tecnologiche più interessanti e affascinanti del nostro tempo. L’innovazione che genera tracciabilità, controllo e alta qualità del prodotto è la via da seguire per la crescita di un vero modello agrozootecnico italiano, in grado di competere con produzioni insidiose per il basso costo su cui fanno leva ma lontane dagli standard garantiti dalla ricerca e dall’investimento sullo smart agrifood.